Manutenzione estintori, tutto quello che devi sapere.

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Estintori: averli è un obbligo in alcune situazioni, soprattutto lavorative, e una scelta, quando si tratta della propria sicurezza personale. Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito a una progressiva evoluzione nell’utilizzo degli estintori, al punto da veder crescere un nuovo standard per la nostra sicurezza: non è infatti strano trovare estintori anche là dove la norma non lo richiede, segno di una scelta ben precisa e ponderata.

Non bisogna però sottovalutare anche l’importanza della manutenzione estintori, un qualcosa da tenere in grande considerazione. Una corretta manutenzione può infatti fare la differenza tra un dispositivo realmente efficace e uno privo di una buona efficacia, esponendoci egli stesso a dei rischi tutt’altro che bassi. Cerchiamo di capire, quindi, come si effettua una buona manutenzione degli estintori, considerando cosa bisogna sapere.

Estintori – Le diverse tipologie

Come prevedibile esistono diversi tipi di estintori, ed è importante scegliere il più adatto alla propria probabile situazione di pericolo (considerando quale sia il tipo di incendio più probabile a cui ci potremmo trovare a far fronte).

La distinzione più importante è in base al tipo di agente estinguente, il quale può funzionare seguendo tre meccanismi di spegnimento: soffocamento, raffreddamento e reazione chimica. Non sono da intendere come divisi a comparti stagni, anzi, molto spesso gli estintori mescolano tali capacità.

Gli agenti per soffocamento ostacolano il contatto tra ciò che sta prendendo fuoco, quindi il combustibile, e il comburente, l’agente ossidante responsabile della combustione. Tra gli agenti per soffocamento possiamo citare il cloruro di sodio, che viene usato nel caso di incendi che coinvolgono metalli, o anche gli schiumogeni, che hanno un effetto isolante tra il combustibile e l’aria, ricca di ossigeno.

Parliamo invece di agenti per raffreddamento quando ci riferiamo a quelle soluzioni il cui scopo è quello di togliere calore al combustibile, cercando di portare la sua temperatura al di sotto di quella in cui il combustibile si incendia. In questo genere di estintori gli agenti utilizzati sono soprattutto acqua, anche nella forma di neve, ma c’è un buon utilizzo anche di anidride carbonica, altro agente in grado di raffreddare il combustibile.

Le reazioni chimiche utilizzati da alcuni estintori fanno invece riferimento a quelle reazioni in grado di inserirsi all’interno della combustione, effettuando ciò che in chimica viene chiamata catalisi negativa. In questo caso vengono utilizzate polveri chimiche o idrocarburi alogenati, anche se questi ultimi non sono più utilizzati in virtù dei danni provocati all’ozono (esistono dei sistemi equivalenti a basso costo ambientale, ma hanno un costo elevato e una resa non delle migliori).

La manutenzione estintori

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La manutenzione periodica degli estintori segue precise norme, dividendo il processo di manutenzione in cinque parti: controllo iniziale, sorveglianza, controllo periodico, revisione programmata e collaudo.

  • Controllo iniziale: questo tipo di controllo avviene quando c’è un avvicendarsi di aziende o professionisti normalmente addetti alla manutenzione. In questo caso il nuovo addetto provvede a un controllo iniziale, così da confermare o meno il buono stato dell’estintore.
  • Sorveglianza: in questo caso parliamo di un comportamento costante nel tempo. Dopo il controllo iniziale, infatti, l’estintore deve essere tenuto sotto controllo, in maniera tale che sia disponibile, integro e ben segnalato, evitando accuratamente eventuali manomissioni.
  • Controllo periodico: entriamo in questo caso nella manutenzione vera e propria, cioè nel controllo periodico che va effettuato sull’estintore. Come immaginabile tale controllo va affidato a dei professionisti, i quali dovranno verificare diverse caratteristiche, quali corretta compilazione del cartellino di manutenzione, lo stato di carica degli estintori, la pressione interna e tutte le verifiche già presenti nella sorveglianza. La periodicità deve essere al massimo di sei mesi.
  • Revisione estintori: la revisione è costituita da degli interventi soprattutto tecnici, dipendenti dalla tipologia di agente utilizzato dagli estintori. In questa fase si esamina l’interno dell’estintore e tutte le sue principali componenti, arrivando anche a sostituire l’agente al suo interno.
  • Collaudo: si verifica l’effettiva funzionalità del dispositivo, e al termine viene sostituita la valvola erogatrice. Da notare come, in questa fase, l’estintore oggetto di collaudo vada sostituito con un altro di pari efficacia, e non bisogna dimenticare di ricaricare l’estintore, anche se è stata usata solo una piccola parte dell’agente al suo interno.

In alcuni casi è consigliabile anche operare degli interventi di manutenzione straordinaria, ideali nel caso in cui i normali interventi non riescano a restituire piena efficienza all’estintore. Oltre agli interventi di manutenzione non dimenticate anche le norme relative alla conservazione degli estintori, comprendenti non solo la temperatura esterna ma anche l’altezza a cui va posizionato l’estintore.

Infine ricordate di affidarvi ogni volta a un professionista, evitando gli interventi fai-da-te: parliamo della sicurezza vostra, dei vostri cari, dei vostri colleghi di lavoro o dei vostri dipendenti. Il risparmio, in questo caso, non giustifica le terribili conseguenze che può avere la scelta di rinviare gli interventi di manutenzione o di affidarli a qualcuno di non autorizzato.

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