Verifica impianto elettrico: ogni quanti anni va effettuata

Tenere sotto controllo il proprio impianto elettrico è di fondamentale importanza. Ogni impianto deve essere sottoposto a delle verifiche per assicurarsi del normale funzionamento e per prevenire e scongiurare dei seri problemi.

Secondo quanto previsto dalla norma CEI 64-8 (Comitato Elettrotecnico Italiano), per verifica dell’impianto elettrico si intende l’insieme delle operazioni eseguite per comprendere se le condizioni dell’impianto siano conformi a quanto stabilito dalla legge.

È quindi necessario effettuare, oltre al collaudo iniziale, delle verifiche periodiche insieme ad una manutenzione ordinaria per salvaguardare la salute delle persone che occupano l’abitazione ed evitare danni agli elettrodomestici di uso quotidiano. Tale obbligo non riguarda solamente le abitazioni domestiche ma anche i luoghi di lavoro, al fine di proteggere i lavoratori da potenziali ripercussioni dannose.

Approfondiamo l’argomento, grazie anche ai tecnici di elettricistatorinoeprovincia.it, attivi nel settore da tempo.

Verifiche impianto elettrico iniziali e periodiche: le differenze principali

Una volta installato l’impianto elettrico, ogni professionista è chiamato ad effettuare una dichiarazione di conformità a quanto previsto dalla legge. In ciò consistono le verifiche iniziali, senza le quali la dichiarazione di conformità non ha alcun senso dato che non è in grado di tutelare da eventuali danni e malfunzionamenti.

Alle verifiche iniziali seguono le verifiche periodiche. Ogni professionista incaricato di effettuare una manutenzione periodica di un impianto elettrico valuta in primis la dichiarazione di conformità fornita dallo stesso installatore. Solo dopo aver valutato la documentazione necessaria, si procede con un sopralluogo per effettuare la verifica periodica. Quest’ultima serve ad individuare dei malfunzionamenti in modo da prevenire danni più seri in futuro.

Infatti, ogni componente dell’impianto elettrico va incontro a naturale usura; con il passare del tempo, quindi, aumenta anche il rischio di un guasto ed è per questo che più si va avanti, più sono necessarie verifiche periodiche. Questo tipo di verifiche prevede due fasi: un esame a vista e le prove.

Esame a vista e prove: come si svolge una verifica dell’impianto elettrico

L’esame a vista si suddivide a sua volta in un primo esame a vista ordinario, in cui si analizza se l’impianto elettrico è stato installato correttamente se i materiali non sono andati incontro ad usura. Da qui emergono solo eventuali criticità grossolane, mentre successivamente sarà tenuto un esame a vista approfondito dove, con maggior attenzione e con l’ausilio di appositi strumenti, vengono valutate le condizioni ambientali in cui è presente l’impianto e la qualità dei materiali utilizzati.

Terminato l’esame a vista si prosegue con le prove, svolte esclusivamente da un professionista che si occupa di valutare l’affidabilità dell’impianto. L’impianto deve essere adeguatamente protetto, isolato e vanno rispettati alcuni parametri tecnici quali la misura della resistenza di terra, per verificare lo spegnimento automatico in caso di guasto, la separazione elettrica tra SELV e PELV e i differenziali.

Verifica periodica: ogni quanto va fatta?

La verifica periodica viene eseguita in genere ogni 5 anni, ma in alcuni casi si arriva anche a 10 anni tra una verifica e l’altra. La verifica va effettuata per legge ogni 2 anni se vi sono delle condizioni particolarmente pericolose, come nel caso di impianti in edifici in legno, in luoghi dove vi è un maggior rischio di incendio o esplosione, nei cantieri e nelle strutture mediche.

Inoltre, sono previste delle verifiche straordinarie nel caso in cui dalle verifiche periodiche vi sia qualche elemento che desta preoccupazione particolare oppure quando vengono effettuate delle modifiche importanti alla struttura in cui è presente l’impianto.